ANM 2018

Ordinary Re-Costruction – Architect Maria Giuseppina Grasso Cannizzo’s project

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Progetto

Cu omnium propriae mel. Eum detracto suscipit ut, et vix splendide scriptorem. His exerci integre moderatius Cu omnium propriae mel. Eum detracto suscipit ut, et vix splendide scriptorem. His exerci integre moderatius

Cliente: Dott. Antonino Nicastro

Inizio: 13 Giugno, 2017

Completamento: 24 Settembre, 2018

Tipologia Progetto: Residenziale

Architetto: Arch. Maria Giuseppina Grasso Cannizzo

L’attuale struttura, incastonata nella sezione della collina, è un belvedere verso la valle che si annida alla periferia della città. Sul retro dell’edificio esistente, un sentiero si inerpica per raggiungere la cima della collina.

L’obiettivo del progetto di ricostruzione non è correggere, eliminare difetti o eliminare approssimazioni, incongruenze, casualità, ma stratificare la struttura esistente senza causare grossi cambiamenti alla scena.
L’approccio progettuale scelto utilizza strategie diverse (Conservazione / Attivazione, Demolizione / Integrazione): il compito è quello di preservare e riattivare il volume della pietra, demolire e ricostruire il volume che prima era un rifugio per gli animali.

L’emulazione, ovvero il desiderio di eguagliare o superare la struttura esistente, sembra la via d’azione più appropriata per la situazione: implica l’assimilazione del modello, l’interpretazione e la rielaborazione dell’originale.
Il modello, in questo contesto, non è una celebre struttura antica ma una costruzione ordinaria ambientata nello spazio tra la città e la campagna. Il divario temporale tra la struttura originale e l’intervento dell’architetto porta inevitabilmente a metamorfosi e modifiche del modello che rendono difficili da individuare le somiglianze con l’originale.
La superficie del sedimento, guidata da forze contrastanti, è corrugata e si innalza formando una cavità. Lo spazio abitativo, contenitore di spazi fluidi, qui immerso nell’ombra e lì esposto alla luce, replica proporzioni, forme, altezze e vedute del modello originale. Il vuoto e la sua impronta, fissati saldamente sul fianco della collina, sono le sfaccettature visibili di un’operazione che non cerca aggiustamenti o miglioramenti dell’insieme esistente

L’intero complesso è composto da un edificio in pietra esistente (A) e uno nuovo costruito in cemento armato (B). (B) / Il volume costruito include un singolo spazio coperto e una serie di spazi all’aperto. La parte interna a sua volta ospita due volumi più piccoli, sempre in cemento, che contengono servizi igienici e ulteriori spazi domestici. Si alzano direttamente dal pavimento; la loro posizione e orientamento distribuiscono lo spazio fluido in aree private, comuni e di circolazione. Un lungo spazio, tra il muro di pietra e il fronte dell’edificio rivolto a nord, collega gli spazi aperti a un piccolo cortile scavato nella roccia, il punto di partenza del sentiero che porta alla collina. Le pareti esterne e copertura del tetto e i volumi interni sono realizzati in cemento armato appannato. La decisione di avere sia le pareti esterne che quelle interne in calcestruzzo a vista implicava l’uso di doppie pareti di profondità adeguata, modulando ponti termici per soddisfare gli standard energetici (classe di efficienza energetica A2). (A) / L’edificio subì un processo di conservazione e restauro. L’intero edificio è dotato di un sistema di riscaldamento e raffreddamento con pannelli radianti alimentati da una pompa di calore ad alta efficienza.